Buffon
A pochi minuti dal termine di questa stagione di Serie A, con un plotone di squadre impegnate nella lotta salvezza, l’attenzione si è catalizzata sull’addio di Buffon alla Juventus.

L’eredità del numero uno

6111 giorni tra urla, sorrisi, lacrime ed abbracci. Quando si racconta un personaggio come Buffon, la domanda è sempre la stessa: da dove si inizia? Sarebbe sciocco ripetere la carriera di Gianluigi Buffon, uno che ha voltato le spalle alla porta a 12 anni e che nel 2006 è stato in grado di andare in Paradiso, sprofondare nell’Inferno nemmeno un mese dopo ed infine risorgere più determinato di prima. Buffon dentro il campo è stato un dominatore, un giocatore capace di interventi al limite dell’impossibile anche a 40 anni. Il suo senso di appartenenza alla maglia bianconera, la disciplina e il rigore voluti nello spogliatoio hanno contribuito a portare la Juventus verso il settimo scudetto di fila.

La lettera ai tifosi

Tra i modi che poteva scegliere Buffon per salutare i suoi tifosi ha scelto sicuramente il più romantico, una lettera. Un testo poetico, lontano da quel mondo fatto di faccine e laconici WhatsApp, dove Gigi ha ringraziato tutti coloro che lo hanno accompagnato in questi anni.
La Juve è una famiglia, non smetterò mai di amarla e chiamarla casa. Domani saluterò i miei compagni, che sono amici e fratelli. Sono arrivato allo stadio in bicicletta. Ero tanto giovane.  E domani vorrei metaforicamente allontanarmi a piedi per poter assaporare ogni istante, sentire la fatica del distacco. E la gioia dei saluti. Per emozionarmi!

1, 10, 100!

Per molti può sembrare una banalità, un ritornello che da tanti anni si ripete, ma prima di rivedere in campo uno come Gianluigi Buffon, ci vorrà del tempo. Alcuni suoi interventi, primo fra tutti la parata sul colpo di testa di Zidane, sono un brivido eterno. Chi nega di non essersi emozionato davanti a tale prodezze, probabilmente non ama questo sport. Per ora una sola certezza: dovunque Gigi porterà le sue manone ed il suo mantello da Superman, mancherà sicuramente a tutti quei fantallenatori che al mercato di agosto gridavano il suo nome, facendo impennare subito l’asta. Buffon: “1..” – “10..” – “100!” Grazie davvero, Gigi!